Coding, Robotica e Movimento per imparare
Info da Napoli sulla didattica innovativa

A Napoli, presso il 30° Circolo Didattico Parini, prende forma un’esperienza educativa innovativa che sta trasformando il modo di imparare nella scuola primaria: si tratta del progetto Stringhe – piccoli numeri in movimento, un percorso didattico che unisce coding, algoritmi, robot didattici e attività motoria per sviluppare competenze cognitive, sociali e corporee nei bambini.
Il servizio RaiNews dedicato al progetto racconta come le attività siano inserite nella didattica quotidiana, stimolando nei bambini non solo l’orientamento e la consapevolezza corporea, ma anche un pensiero algoritmico e il problem solving attraverso esperienze di coding e robotica educativa.
In Stringhe, i bambini imparano a pensare in modo sequenziale e strutturato – elementi alla base del coding – sperimentando comandi, algoritmi e strategie anche attraverso il movimento fisico. L’uso di robot didattici diventa così un’occasione concreta per connettere logica computazionale e esperienza corporea, rendendo l’apprendimento più significativo e inclusivo.
Questa combinazione rappresenta un’innovazione metodologica: non si tratta di separare digitale e corporeità, ma di farle dialogare per rinforzare processi cognitivi e competenze trasversali, come autonomia, collaborazione e capacità di lavorare in gruppo

Una rete di scuole e territori
Il progetto Stringhe è stato attivo per oltre quattro anni e viene applicato in 13 scuole tra Milano, Napoli e Catania, con la Fondazione Mission Bambini nel ruolo di ente capofila.
La presenza in contesti scolastici differenti – dal quartiere Secondigliano a Napoli alle periferie di Milano e alle aree di Catania – ha permesso di sperimentare la metodologia in situazioni educative diverse, adattandola alle esigenze dei bambini e delle comunità.
Il valore per insegnanti e studenti
Uno degli elementi sottolineati nel servizio è il coinvolgimento degli insegnanti: la formazione specifica sul metodo permette di integrare nella didattica ordinaria ciò che viene sperimentato nei laboratori, rendendo la metodologia Stringhe sostenibile e replicabile nel tempo.
Per gli alunni, l’approccio rappresenta un modo nuovo di fare esperienza della conoscenza. Attività di coding con piccoli robot, esercizi di orientamento corporeo e giochi motori non sono fine a sé stessi, ma strumenti per sviluppare un pensiero critico e strategico, oltre alla capacità di collaborare con i compagni.
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Per Alessio Vasta coordinatore della didattica digitale su Catania: “il progetto rappresenta un perfetto esempio di come il corpo e il pensiero possano essere integrati in un unico processo di apprendimento. Il movimento non è un semplice momento dell’attività, ma è uno strumento cognitivo che, unito al digitale, rende l’esperienza educativa più efficace, accessibile e inclusiva”.
Nel progetto Stringhe dimostra che tecnologia, movimento e didattica possono convergere per trasformare l’esperienza scolastica in uno spazio di scoperta, relazione e cooperazione.
